venerdì 20 febbraio 2009

Pd, quattro modelli per un segretario

Il Sole 24 Ore il 20/02/09 - di Sara Bianchi

Walter Veltroni non andrà all'assemblea costituente del Pd che sabato dovrebbe eleggere il nuovo segretario del partito. La notizia, già circolata, viene confermata dallo stesso Veltroni. E intanto il dibattito interno al partito si concentra sul futuro imminente: la reggenza di Dario Franceschini fino al congresso, l'ipotesi primarie, la leadeship futura. Oltre alla candidature di Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani, si fanno strada quelle di Enrico Letta e Arturo Parisi. Semplificando: Franceschini rappresenta la continuità del progetto di Veltroni ed è un punto di riferimento per l'area popolare e il cattolicesimo democratico; l'ex ministro dello Sviluppo economico ha in mente un partito che mantenga solidi rapporti con il mondo sociale, sindacati in testa, una forza con un forte radicamento sul terriotorio. Letta, espressione della linea neo-liberista, pensa a rifondare il centrosinistra con una forza che abbia un legame più saldo con i centristi dell'Udc; Parisi annuncia la sua candidatura «a nome dell'Ulivo», sulla scia della prima esperienza di Romano Prodi leader, al netto delle diversità del panorama politico attuale e fa della pluralità l'elemento determinante per la gestione del partito. Dario Franceschini non ha fatto mistero del senso di riconoscenza che lo lega a Veltroni: «senza di lui, senza le primarie, senza la volontà di chiudere la stagione delle alleanze il partito non sarebbe nato e questo cammino non sarebbe iniziato».
Pier Luigi Bersani si riconosce in pieno in quanto deciso dal coordinamento, e cioè la candidatura di Franceschini a nuovo segretario fino al congresso di ottobre e vede solo due alternative, esvludendo l'ipotesi primarie: «o l'elezione del nuovo segretario o la convocazione del congresso anticipato». Enrico Letta invita tutti i membri del partito a sospendere le ostilità per «trovare una soluzione che ci consenta di esistere». Parlare di scissione gli sembra fuori luogo, perchè «oggi il problema è quello di tenere il campo, far sì che esista l'area politica del centrosinistra e del Pd». Artuto Parisi insiste perché il nuovo leader del Pd sia eletto subito attraverso le primarie. E sull'eventualità di nomina del segretario direttamente in Assemblea fa sapere: «avanzerò la mia candidatura in difesa della nostra idea di un Pd che riparta nel solco dell'Ulivo, per consentire cosi una scelta nitida tra linee politiche alternative».

(Fonte: IlSole24Ore.com)

2 commenti:

  1. Carissimi. Adesso vi dico come la penso, sperando ancora che a qualcuno freghi qualcosa di quello che penso io.
    1) L'idea del Pd è giusta (chi mi conosce sa che sono anni che la meno con questa cosa). Se un'idea è giusta è giusta e non va messa in discussione.
    2) Il Pd è nato malissimo su una forzatura dovuta alla difficoltà palese del governo Prodi e con i sondaggi che davano l'intero centro sinistra sotto di venti punti. E' nato come una fusione tra due partiti diversi che in gran parte si guardavano un po' in cagnesco. E' nato grazie all'impegno di W. Veltroni che almeno all'inizio ha garantito il sacro fuoco che ha permesso di forgiare qualcosa che sembrava ad una forza coesa. Questo ha permesso al Pd di recuperare moltissimo alle elezioni (affrontate con la scelta saggia di correre in solitudine con l'eccezione di di pietro). ho già detto che secondo me l'alleanza con una lista "di scarico" era tecnicamente giusta. Certo poi Di Pietro, anche con molte ragioni, ha finito per cannibalizzare il pd. Ora siamo al momento clou della disputa iniziata subito dopo la sconfitta. L'oligarchia che aveva chiesto a Veltroni di sobbarcarsi l'ingrato compito è subito corsa a fare fuori l'eletto. Che li ha anticipati e li ha lasciati alla canna del gas. E adesso? si sono detti.
    3) Adesso bisognava fare le primarie e, invece, è stata messa su questa pantomima con franceschini (brava persona, ma con la sconfitta dipinta in faccia). Si è persa l'occasione di essere al centro dell'attenzione con le primarie fino alle elezioni europee. Una forzatura, ma l'unica per prendere una boccata d'ossigeno. Ora si rischia veramente quota 20% con tutte le conseguenze immaginabili.
    4) I leader candidati alla segreteria dipinti dal Sole sono ridicoli. Franceschini è la continuità con veltroni ma non è veltroni. Parisi...su, non scherziamo. Letta ci propone l'alleanza con l'udc. Ora, premesso che mi si rivolta lo stomaco solo all'idea di fare un'alleanza con un partito in cui milita Cuffaro. Cosa ha da spartire il pd con Buttiglione contrario al testamento biologico e favorevole al nucleare? non si sa. Bersani è il candidato migliore, sicuramente. La sua idea di partito però non è la mia e secondo me è perdente. Proprio oggi discutevo telematicamente su questa cosa: il pd è perdente e senza identità ad esempio sulle questioni che riguardano il lavoro (ovviamente questo in senso parziale. E' solo un esempio) se si pone all'interno della "logica sindacale". cioè se si fa tirare la giacca di volta in volta da confindustria o dal sindacato. da una parte sembra confindustriale, dall'altra ostaggio della cgil. E' la logica che mi sembra essere quella di Bersani. Ma è una logica senza programma. Secondo me la posizione del pd dovrebbe essere: il sindacato vuole un mercato del lavoro più tutelato e rigido (comprensibilmente) e la confindustria vuole la deregulation totale (dal suo punto di vista altrettanto comprensibilmente)? Bene, essere riformisti è dire: "cari ragazzi, il sistema binario che c'è in italia con lavoratori ipertutelati e altri che non lo sono per nulla non funziona nel breve periodo e nel lungo rischia di essere devastante. Il nostro modello è quello della flexecurity di tipo danese. in italia non è applicabile, soprattutto al sud, senza un impegno totale di tutti. che si fa? ci state?"
    Questo è avere le palle ed essere riformisti nel senso proprio del termine.
    Ho sproloquiato abbastanza e ora mi piacerebbe parlare di amministrative...ambito sul quale vige il massimo riserbo da parte del nostro circolo. Troppo riserbo, se mi consentite. Il silenzio per chi parte 16 punti sotto (dati 2004, non è un sondaggio) forse non è la strada migliore. Avrei preferito la massima "apertura", ma forse ci sono cose che ignoro e quella tentata è l'unica strada possibile. Fate il meglio che potete.

    cari saluti.

    D.

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  2. Sinteticamente: l'avvocato Mills viene condannato per aver favorito il Cav. commettendo falsa testimonianza, ciò non scuote minimamente la coscenza del paese (se non in ambiti ristretti). Il Cav. peraltro non fa una piega e prosegue nella sua opera di imbrigliamento della magistratura ed imbavagliamento della stampa. Il leader del partito di opposizione si assume la responsabilità politica di una sconfitta elettorale locale, ma importante. Questo dopo altre debacle penose dovute alla vecchia politica (Abruzzo, pattume, etc.). Veltroni si dimette, e questo è piuttosto nuovo in Italia. Grazie Walter! Dovremo forse risentire parlare delle tue idee, in positivo, prossimamente magari da Tremonti, che adesso va in giro lodando ed imbrodando quel Prodi che il centrosinistra ha troppo presto, per due volte, scaricato?
    Buoni i primi passi di Franceschini, pessime le genuflessioni di Rutelli.
    Riprendiamo il percorso, il PD non è quello che si vuole far credere. E' vera alternativa, e per questo lo si vuole affondare.

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