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domenica 6 febbraio 2011

SALVARE L'ACQUA

Il COORDINAMENTO PROVINCIALE “ACQUA PUBBLICA” di Sondrio
con
il Circolo PARTITO DEMOCRATICO della Valchiavenna
e LEGAMBIENTE ValchiavennaOnlus

Organizza l’incontro pubblico



Una testimonianza del lungo e paziente lavoro del movimento dell’acqua dentro la società
mercoledì 16 febbraio 2011
ore 20,30
Chiavenna Sala Banca Popolare
Reading di passaggi del libro di Emilio Molinari “Salvare l’acqua”
Proiezioni di brevi filmati che testimoniano il lavoro dei movimenti in difesa dell’acqua pubblica e di cosa sta succedendo per effetto della privatizzazione di questo bene comune.


venerdì 30 aprile 2010

Raccolta firme per l'Acqua Pubblica

Sabato 1 maggio raccolta firme per la campagna referendaria "AcquaPubblica" contro la privatizzazione dell'acqua, in piazzetta Ploncher, Chiavenna, dalle 9.15 alle 12.45 e dalle 15.30 alle 18.30.

Il PD dice no alla privatizzazione forzata dell'acqua, alla svendita ai privati imposta per legge da Lega e PDL, agli aumenti delle tariffe previsti.

Il PD ha combattuto in Parlamento contro le norme approvate da Lega e Pdl che portano ad una privatizzazione forzata dell’acqua nelle mani di poche grandi aziende lontane dai territori e dai cittadini.

Il PD è vicino a quanti combattono anche con il referendum contro la privatizzazione forzata dell’acqua.

Il PD promuove la raccolta di un milione di firme per una legge di iniziativa popolare che preveda:
• una forte regolazione pubblica, che definisca gli standard per migliorare il servizio e garantire equità e uso sostenibile dell’acqua;
• un ruolo fondamentale delle regioni, dei comuni e delle province;
• un quadro normativo chiaro e stabile che metta fine alla continua incertezza prodotta dai ripetuti interventi del governo di Lega e Pdl che affidi chiaramente alle regioni il compito di organizzare il servizio idrico integrato sulla base di ambiti territoriali ottimali;
• una tariffa sociale per dare agevolazioni a determinate fasce di reddito e ai nuclei familiari numerosi e una tariffa che incentivi il risparmio idrico;
• certezze per la realizzazione degli investimenti necessari per il miglioramento del servizio, (almeno 60 miliardi di euro)

L’acqua è un bene pubblico e deve essere garantita a tutti.
Deve essere gestita secondo principi di equità, di solidarietà e preservata nella disponibilità e nella qualità per le future generazioni.

domenica 8 febbraio 2009

Giù le mani dalle nostre acque - Comunicato del 3/2/2009

Dal 1 gennaio 2009 negli sfruttattissimi fiumi della nostra valle, dovrebbe fluire una portata d'acqua pari almeno al deflusso minimo vitale.Che cosa sia il deflusso minimo vitale lo dicono le parole stesse, e già sarebbe stato un problema controllare ed essere sicuri che le ditte produttrici avrebbero rilasciato la quantità di acqua appena sufficiente per far vivere i corsi d'acqua.Ma la Regione Lombardia, nell'agosto del 2008, ci ha risolto il problema, permettendo ai produttori di energia elettrica di derogare al rilascio minimo sancito già con normativa europea e con il Piano di Tutela delle Acque.Tale possibilità è stata ovviamente presa al balzo da Edipower che, dopo averlo fatto per il Fiume Mera (riduzione già concessa dalla Regione per il tratto Villa-Chiavenna e passata un po' in sordina), si è affrettata a presentare uno studio dove si propone una riduzione (dal 10% al 7,6% del totale di acqua presente in alveo) del deflusso minimo vitale nei torrenti Liro e Boggia. Ci dispiace constatare che, al di là dei vuoti proclami sulla difesa delle nostre acque, sia la Regione Lombardia (regista di questa brillante operazione che costringerà il Pirellone stesso a smentire una propria recente determinazione riguardo ai deflussi di Liro e Boggia) sia la Provincia di Sondrio hanno benedetto la sperimentazione che avrà come risultato quello di ridurre dal mese di giugno l'acqua nei nostri fiumi. Il Liro ed il Boggia scorrono in siti SIC, Siti di Importanza Comunitaria, ma anche questo non è stato sufficiente alla Provincia per opporsi agli interessi di Edipower.Siamo ora appesi alla speranza che almeno la Comunità Montana della Valchiavenna, ben consapevole delle ripercussioni che la portata idraulica ha sull'alimentazione della falda del SIC del Piano di fondovalle e sull'ecosistema in generale, non dia il benestare, entro il 31 maggio, a questa vera e propria truffa legalizzata ai danni dell'ambiente e della nostra popolazione. Non dimentichiamo che la Comunità Montana ha investito denaro per il ripristino delle merette, che potrebbero rischiare di rimanere a secco.Come Circolo del Partito Democratico della Valchiavenna siamo sconcertati che tale scandalosa notizia sia quasi passata sotto silenzio, in una Valle che fornisce da decenni buona parte dell'energia idroelettrica al resto dell'Italia, senza averne in cambio adeguati vantaggi economici.Il fatto appare ancor più grave perchè non si tratta di piccoli impianti con grandi ritorni economici per noi cittadini, ma dell'intensivo, spudorato e progressivo sfruttamento, da parte di una grande società privata, delle ultime acque che ancora scorrono nei nostri fiumi.Persino il recente accordo tra la stessa Edipower, la Provincia di Sondrio ed i Comuni rivieraschi della Valchiavenna, per avere finalmente gli arretrati dei sovracanoni delle captazioni, si è rivelata un'occasione mancata per pareggiare equamente i conti.L'assalto ai nostri fiumi continua, proprio allo scadere, a gennaio, della moratoria sul rilascio di nuove concessioni idroelettriche.Il nostro territorio è la nostra ricchezza, economica, ambientale e turistica: perchè continuiamo a svenderlo e a distruggerlo?

Beatrice Patrini

Coordinatrice Circolo Partito Democratico Valchiavenna

sabato 7 febbraio 2009

1° Forum dei Circoli Lombardi 20/09/2008

Intervento di Beatrice Patrini

Credo che il PD del Nord non possa essere la questione centrale del radicamento del PD sul nostro territorio lombardo. Anche il Nord non è più il Nord di una volta, è cambiato nel frattempo. Esistono diversi Nord, come esistono diversi territori della Lombardia, la Lombardia non è tutta uguale. La regione dell'arco alpino è a Nord del Nord, caratterizzata da peculiarità originali che ne definiscono problemi e risorse. Il primo argomento, prioritario, un'emergenza, è stato citato in precedenza da Bonomi: è lo scandalo del problema "acque", con il prelievo, anche illegale, del 95% della portata di fiumi e torrenti per sfruttamento idroelettrico. Dalla provincia di Sondrio giungono il 50% dell'energia elettrica prodotta in Lombardia ed il 12% di quella prodotta in Italia. Lo sviluppo civile ed industriale della Lombardia è progredito con l'elettricità uscita da qui. Per troppi decenni non sono state rispettate le vecchie convenzioni tra aziende produttrici e Comuni, non sono stati pagati agli Enti Locali adeguati canoni di sfruttamento idroelettrico e quindi non c'è stato nessun adeguato beneficio economico per i cittadini. Stiamo parlando di miliardi di euro. L'assalto ai torrenti continua senza alcun controllo, producendo danni ambientali, economici, turistici, nonchè rischio di dissesto idrogeologico. La partita economica ed ambientale è grossissima: contro abusi e monopoli stanno reagendo comitati spontanei ed ancora la politica non è riuscita a farsi carico di questa vergogna. Bonomi prevede la chiusura delle centrali, ma numerose nuove richieste di concessioni sono alle porte. La montagna lombarda è sconosciuta alla politica e questo spiega le tante occasioni mancate di sviluppo e l'insuccesso dei tentativi di politiche territoriali. L'area alpina è al centro dei grandi cambiamenti climatici dettati dal surriscaldamento del pianeta: i nostri ghiacciai si stanno riducendo. Il paesaggio del fondovalle deve difendersi dallo sconfinamento della città e dei suoi stili di vita e dall'eccessivo consumo di suolo. Dovrà cercare di non assomigliare ad un "non luogo" omologato alle grandi periferie. Altro problema è la rarefazione dei servizi in un territorio morfologicamente disagevole, cui si aggiunge la necessità di un massiccio pendolarismo.
Quindi il percorso di radicamento dei nostri Circoli non potrà che partire dal territorio.
Il territorio si impone come bisogno e come valore, come chiave di cambiamento tra salvaguardia, tutela ed innovazione, come interesse preponderante, come occasione di sviluppo e di lavoro per continuare a vivere in montagna. La Valtellina e la Valchiavenna hanno unicità territoriali da cui partire con necessità di segnali forti di cambiamento verso politiche integrate, economiche, ambientali e sociali e verso il recupero e la valorizzazione di patrimoni paesaggistici, enogastronomici e culturali più difficilmente taroccabili e falsificabili dalla globalizzazione. Ripensando al manifesto elettorale che paventava il rischio di vivere nei nostri luoghi come tribù pellerossa nelle riserve, che cosa hanno in comune le persone che hanno votato secondo quel messaggio? Non la posizione economica, non la condizione sociale, non il lavoro, neppure l'origine geografica, ma solo il territorio, il territorio è l'elemento che condividono. Dove vivo e chi sono, il problema centrale è culturale e, come ci ha già ben detto Bonomi, dei sentimenti. Bonomi, perchè di origini valtellinesi, ha già fatto una precisa fotografia delle nostre valli: non ancora una massiccia immigrazione, molte banche e non ci sono "troppe" paure, paura di dover cedere il posto di lavoro, il posto all'asilo nido, di tornare a casa tardi la sera, dei furti nelle case. Tante banche, risparmiamo molto e ci suicidiamo, molto. E' forte l'insicurezza sociale, siamo disorientati, dis-ambientati. La partita si dovrà giocare sul terreno locale. La provincia di Sondrio dovrà partire da lì, ma non da sola:
dal '94 non abbiamo più un rappresentante di centrosinistra in parlamento ed attualmente neppure nel consiglio regionale. Anche la rappresentanza di un lombardo all'interno del governo ombra avrebbe potuto esserci d'aiuto, perchè vivere in montagna, lavorarci, studiare, ammalarsi, essere giovani, essere precari, fare impresa, fare agricoltura, artigianato, commercio, impiegare il tempo libero, è diverso qui rispetto ad altri luoghi lombardi. Siamo forti della vittoria di Sondrio capoluogo, dove il sindaco Molteni ha vinto con una coraggiosa e personale proposta di allargamento del PD in un baluardo del centrodestra. Leggiamo il territorio, costruiamo dalla concretezza della vita reale, verso uno stile di vita e di sviluppo sostenibili, coniugati alla modernizzazione, ad un sistema ferroviario provinciale efficiente in una efficiente rete regionale di mezzi pubblici per il trasporto di merci e di persone.
Anche strade, ma non SOLO strade, perchè le nostre valli non rischino di essere corridoi di "flussi" di acque canalizzate, captate, flussi di energia idroelettrica, flussi di auto e tir.
Proseguiamo verso un turismo sostenibile, verso un patrimonio turistico capillare e diffuso, che vada oltre le roccaforti turistiche, "solo sci", anche sci, ma non SOLO sci. Stiamo aspettando da tempo una piccola revisione del Codice della strada che liberi la montagna dall'uso selvaggio, dannoso, senza regole e limiti di sicurezza delle motoslitte e di analoghi mezzi motorizzati. Avendo attenzione e cura, forte, dei nostri paesaggi potremo recuperarne l'eccelenza ambientale intrinseca. L'Italia è ricca di tante cucine locali, possiamo non limitarci a ricette centralistiche, non validamente trasportabili da territorio a territorio.

Beatrice Patrini
Portavoce Circolo Valchiavenna