domenica 8 febbraio 2009

Giù le mani dalle nostre acque - Comunicato del 3/2/2009

Dal 1 gennaio 2009 negli sfruttattissimi fiumi della nostra valle, dovrebbe fluire una portata d'acqua pari almeno al deflusso minimo vitale.Che cosa sia il deflusso minimo vitale lo dicono le parole stesse, e già sarebbe stato un problema controllare ed essere sicuri che le ditte produttrici avrebbero rilasciato la quantità di acqua appena sufficiente per far vivere i corsi d'acqua.Ma la Regione Lombardia, nell'agosto del 2008, ci ha risolto il problema, permettendo ai produttori di energia elettrica di derogare al rilascio minimo sancito già con normativa europea e con il Piano di Tutela delle Acque.Tale possibilità è stata ovviamente presa al balzo da Edipower che, dopo averlo fatto per il Fiume Mera (riduzione già concessa dalla Regione per il tratto Villa-Chiavenna e passata un po' in sordina), si è affrettata a presentare uno studio dove si propone una riduzione (dal 10% al 7,6% del totale di acqua presente in alveo) del deflusso minimo vitale nei torrenti Liro e Boggia. Ci dispiace constatare che, al di là dei vuoti proclami sulla difesa delle nostre acque, sia la Regione Lombardia (regista di questa brillante operazione che costringerà il Pirellone stesso a smentire una propria recente determinazione riguardo ai deflussi di Liro e Boggia) sia la Provincia di Sondrio hanno benedetto la sperimentazione che avrà come risultato quello di ridurre dal mese di giugno l'acqua nei nostri fiumi. Il Liro ed il Boggia scorrono in siti SIC, Siti di Importanza Comunitaria, ma anche questo non è stato sufficiente alla Provincia per opporsi agli interessi di Edipower.Siamo ora appesi alla speranza che almeno la Comunità Montana della Valchiavenna, ben consapevole delle ripercussioni che la portata idraulica ha sull'alimentazione della falda del SIC del Piano di fondovalle e sull'ecosistema in generale, non dia il benestare, entro il 31 maggio, a questa vera e propria truffa legalizzata ai danni dell'ambiente e della nostra popolazione. Non dimentichiamo che la Comunità Montana ha investito denaro per il ripristino delle merette, che potrebbero rischiare di rimanere a secco.Come Circolo del Partito Democratico della Valchiavenna siamo sconcertati che tale scandalosa notizia sia quasi passata sotto silenzio, in una Valle che fornisce da decenni buona parte dell'energia idroelettrica al resto dell'Italia, senza averne in cambio adeguati vantaggi economici.Il fatto appare ancor più grave perchè non si tratta di piccoli impianti con grandi ritorni economici per noi cittadini, ma dell'intensivo, spudorato e progressivo sfruttamento, da parte di una grande società privata, delle ultime acque che ancora scorrono nei nostri fiumi.Persino il recente accordo tra la stessa Edipower, la Provincia di Sondrio ed i Comuni rivieraschi della Valchiavenna, per avere finalmente gli arretrati dei sovracanoni delle captazioni, si è rivelata un'occasione mancata per pareggiare equamente i conti.L'assalto ai nostri fiumi continua, proprio allo scadere, a gennaio, della moratoria sul rilascio di nuove concessioni idroelettriche.Il nostro territorio è la nostra ricchezza, economica, ambientale e turistica: perchè continuiamo a svenderlo e a distruggerlo?

Beatrice Patrini

Coordinatrice Circolo Partito Democratico Valchiavenna

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