Intervento di Elena del Giorgio, candidata alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2008.
In questi giorni amiche e amici spagnoli mi chiedono spesso spiegazioni oprecisazioni rispetto a quanto sta accadendo in Italia. Dinanzi a mieisommari tentativi di ricondurre le odierne aberranti vicende ad almeno undecennio di sfacelo politico, culturale e sociale del paese il commento e’sempre lo stesso: “ma come avete fatto a votarlo un’altra volta? Credo cheoggi in Spagna non sarebbe possibile l’elezione di un “tio” (tipo) delgenere”. Un’ovvieta´, penserete. Sappiamo che Berlusconi rappresentaun’eccezione, un’anomalia democratica. Sappiamo che e’ scandaloso il fattoche possegga e controlli svariati mezzi di informazione. Sappiamo che leorigini del suo impero economico e del suo percorso politico possanodefinirsi a dir poco dubbie. Lo sappiamo? Ce lo ricordiamo per davvero? Pochi giorni fa Veltroni ha parlato di una “sottile vena autoritaria”.Sottile? Enrico Letta, Paola Binetti e molti altri eletti del Pd hanno annunciato chevoteranno si’ al ddl sul caso Englaro. Si’? Non entro qui nel merito di una vicenda rispetto alla quale credo sia piu’che doverosa una riflessione marcata da toni ben diversi da quelli chevengono usati attualmente nel dibattito politico. Mi limito ad esprimere lamia piu’ sentita ed empatica vicinanza alla famiglia di Eluana per cio’ cheha dovuto passare in questi 17 anni e per la profonda amarezza che devonoprovare oggi i suoi cari nel vedere la loro dolorosa vicenda personalestrumentalizzata a fini politici e ideologici. Aggiungo che per quanto miriguarda ho sempre creduto e credo nel principio dell’autodeterminazione edella liberta’ di scelta dinanzi alla complessita’ e spesso unicita’ delleprove alle quali l’esistenza ci sottopone. Da cittadina, tuttavia, mi preme sottolineare alcuni punti. Personalmente,trovo inaccettabile che membri del partito per il quale sono stata candidatapossano votare un ddl del genere. Rispetto le loro opinioni personali ecredo sia necessario avviare un dibattito serio intorno a temi delicatiquali l’eutanasia, l’accanimento terapeutico, etc. Tuttavia, oltre alcontenuto della legge in discussione le modalita´ pesantemente autoritarieattraverso le quali la si sta imponendo al Parlamento rendono necessaria unapresa di posizione forte. Dal punto di vista sostanziale e procedurale ilgoverno Berlusconi sta calpestando alcuni principi basilari di ogni assettodemocratico: in primis quello della separazione dei poteri e quello dellaseparazione tra Stato e Chiesa. Esiste una sentenza emessa dal grado piu’alto del potere giudiziario. Il suo stravolgimento, in un contesto diequilibrio dei poteri, dovrebbe lampantemente apparire comeanti-costituzionale e virulentemente pericoloso. Il premier del resto si e’permesso di dire che la nostra Costituzione – peraltro uno dei testi piu’equilibrati in tutta Europa – sarebbe “filo-sovietica”. Visto da qui, da un paese – la Spagna – che ha vissuto una lunga dittatura enel corso degli anni ha saputo consolidare la forza della propria democraziae affermare con decisione il principio di separazione tra Stato e Chiesa,cio’ che sta accadendo in Italia mi pare ancor piu’ di una gravita’assoluta! Che in un contesto di crisi economica allarmante, il Governo pensi astravolgere le regole basilari del vivere civile e democratico sfruttandouna vicenda delicata come quella di Eluana Englaro, mi pare vergognoso! Che deputati e senatori del PD, anziche’ ribadire con forza la validitádelle regole democratiche sancite dalla nostra Costituzione, si dichiarinopronti a firmare il ddl, mi sembra, e lo ribadisco ancora una volta,inaccettabile! Personalmente mi domando cosa debba succedere ancora prima che i vertici delPD la smettano di tentennare e gridino a gran voce che siamo in odore diautoritarismo, che la tutela del diritto di scelta e soprattutto la tuteladelle regole di base della nostra democrazia e’ saltata!! Gli spagnoli si lamentano di Zapatero. Dicono che non sta gestendo al megliola crisi. Io gli rispondo che da noi, nessuno ci sta nemmeno provando, chel’attenzione viene deviata dalla disastrosa situazione dei conti pubblici,dall’aumento della pressione fiscale; rispondo che abbiamo un’opposizionemiope che anziche’ riportare il dibattito sui binari della ragionevolezzasta ad azzuffarsi su vuoti ideologismi lontani dalla complessita’ del reale.Dico loro di non lamentarsi perche’ restano una democrazia sana e perche’noi, giovani italiani, stiamo perdendo la speranza e stiamo scappando inmassa da un paese che non puo’ piu’ definirsi una democrazia se non a costodi forzature semantiche! Dico loro di essere fieri delle conquiste diliberta` che hanno ottenuto negli ultimi anni, del consolidamento di unostato laico, dove una parte non pretende (o non puo’) imporre ad altriscelte e norme ispirate da principi religiosi non condivisi! A tal proposito mi auguro che all’interno del PD si trovi un po’ dicoraggio. Il coraggio di fare di alcune idee di fondo, di alcuni principibasilari la migliore delle strategie. E’ cosi’ che Obama ha vinto negliStati Uniti ed e’ a quella campagna che dovremmo guardare anziche’ restareimpantanati nella ricerca di improbabili strategie da politichetta nostrana,nella paura di dire qualcosa per non perdere questo o quello e salvaguardareequilibri che non stanno portando a nessun risultato. Ci sono punti rispetto ai quali un partito di centro-sinistra dovrebbeessere saldo e fermo: la laicita´ dello Stato, il rispetto delle regoledemocratiche, la lotta all’omofobia e al razzismo, la difesa della nostra Costituzione, lalotta contro derive autoritarie. Chiunque votera´ quel ddl in Parlamento lo fara´ calpestando laCostituzione, legittimera’ prassi e contenuti politici non propri di unademocrazia matura, spalanchera´ le porte a ció che piu’ pericolosamente puo’minare il vivere civile e democratico: l’arbitrarieta` e l’unilateralita´.Chiunque votera’ quel ddl indirettamente stara’ affermando che accetta cheil principio di separazione dei poteri venga reso vano cos¡ come quellodella separazione tra stato e chiesa. Chiunque votera’ quel ddl concorrera´a scrivere una delle pagine piu’ buie della storia della politica italiana.Sui contenuti si puo’ e si dovra´discutere, ma su questo, sulla validita´ diprocedure e norme che reggono, come pilastri, la democrazia italiana credoproprio di no! Preoccupati saluti da Madrid.
bravissima, questo tuo articolo meriterebbe una ampia diffusione ed è quello ch farò inviandolo a più persone possibili, grazie
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