sabato 7 febbraio 2009

1° Forum dei Circoli Lombardi 20/09/2008

Intervento di Beatrice Patrini

Credo che il PD del Nord non possa essere la questione centrale del radicamento del PD sul nostro territorio lombardo. Anche il Nord non è più il Nord di una volta, è cambiato nel frattempo. Esistono diversi Nord, come esistono diversi territori della Lombardia, la Lombardia non è tutta uguale. La regione dell'arco alpino è a Nord del Nord, caratterizzata da peculiarità originali che ne definiscono problemi e risorse. Il primo argomento, prioritario, un'emergenza, è stato citato in precedenza da Bonomi: è lo scandalo del problema "acque", con il prelievo, anche illegale, del 95% della portata di fiumi e torrenti per sfruttamento idroelettrico. Dalla provincia di Sondrio giungono il 50% dell'energia elettrica prodotta in Lombardia ed il 12% di quella prodotta in Italia. Lo sviluppo civile ed industriale della Lombardia è progredito con l'elettricità uscita da qui. Per troppi decenni non sono state rispettate le vecchie convenzioni tra aziende produttrici e Comuni, non sono stati pagati agli Enti Locali adeguati canoni di sfruttamento idroelettrico e quindi non c'è stato nessun adeguato beneficio economico per i cittadini. Stiamo parlando di miliardi di euro. L'assalto ai torrenti continua senza alcun controllo, producendo danni ambientali, economici, turistici, nonchè rischio di dissesto idrogeologico. La partita economica ed ambientale è grossissima: contro abusi e monopoli stanno reagendo comitati spontanei ed ancora la politica non è riuscita a farsi carico di questa vergogna. Bonomi prevede la chiusura delle centrali, ma numerose nuove richieste di concessioni sono alle porte. La montagna lombarda è sconosciuta alla politica e questo spiega le tante occasioni mancate di sviluppo e l'insuccesso dei tentativi di politiche territoriali. L'area alpina è al centro dei grandi cambiamenti climatici dettati dal surriscaldamento del pianeta: i nostri ghiacciai si stanno riducendo. Il paesaggio del fondovalle deve difendersi dallo sconfinamento della città e dei suoi stili di vita e dall'eccessivo consumo di suolo. Dovrà cercare di non assomigliare ad un "non luogo" omologato alle grandi periferie. Altro problema è la rarefazione dei servizi in un territorio morfologicamente disagevole, cui si aggiunge la necessità di un massiccio pendolarismo.
Quindi il percorso di radicamento dei nostri Circoli non potrà che partire dal territorio.
Il territorio si impone come bisogno e come valore, come chiave di cambiamento tra salvaguardia, tutela ed innovazione, come interesse preponderante, come occasione di sviluppo e di lavoro per continuare a vivere in montagna. La Valtellina e la Valchiavenna hanno unicità territoriali da cui partire con necessità di segnali forti di cambiamento verso politiche integrate, economiche, ambientali e sociali e verso il recupero e la valorizzazione di patrimoni paesaggistici, enogastronomici e culturali più difficilmente taroccabili e falsificabili dalla globalizzazione. Ripensando al manifesto elettorale che paventava il rischio di vivere nei nostri luoghi come tribù pellerossa nelle riserve, che cosa hanno in comune le persone che hanno votato secondo quel messaggio? Non la posizione economica, non la condizione sociale, non il lavoro, neppure l'origine geografica, ma solo il territorio, il territorio è l'elemento che condividono. Dove vivo e chi sono, il problema centrale è culturale e, come ci ha già ben detto Bonomi, dei sentimenti. Bonomi, perchè di origini valtellinesi, ha già fatto una precisa fotografia delle nostre valli: non ancora una massiccia immigrazione, molte banche e non ci sono "troppe" paure, paura di dover cedere il posto di lavoro, il posto all'asilo nido, di tornare a casa tardi la sera, dei furti nelle case. Tante banche, risparmiamo molto e ci suicidiamo, molto. E' forte l'insicurezza sociale, siamo disorientati, dis-ambientati. La partita si dovrà giocare sul terreno locale. La provincia di Sondrio dovrà partire da lì, ma non da sola:
dal '94 non abbiamo più un rappresentante di centrosinistra in parlamento ed attualmente neppure nel consiglio regionale. Anche la rappresentanza di un lombardo all'interno del governo ombra avrebbe potuto esserci d'aiuto, perchè vivere in montagna, lavorarci, studiare, ammalarsi, essere giovani, essere precari, fare impresa, fare agricoltura, artigianato, commercio, impiegare il tempo libero, è diverso qui rispetto ad altri luoghi lombardi. Siamo forti della vittoria di Sondrio capoluogo, dove il sindaco Molteni ha vinto con una coraggiosa e personale proposta di allargamento del PD in un baluardo del centrodestra. Leggiamo il territorio, costruiamo dalla concretezza della vita reale, verso uno stile di vita e di sviluppo sostenibili, coniugati alla modernizzazione, ad un sistema ferroviario provinciale efficiente in una efficiente rete regionale di mezzi pubblici per il trasporto di merci e di persone.
Anche strade, ma non SOLO strade, perchè le nostre valli non rischino di essere corridoi di "flussi" di acque canalizzate, captate, flussi di energia idroelettrica, flussi di auto e tir.
Proseguiamo verso un turismo sostenibile, verso un patrimonio turistico capillare e diffuso, che vada oltre le roccaforti turistiche, "solo sci", anche sci, ma non SOLO sci. Stiamo aspettando da tempo una piccola revisione del Codice della strada che liberi la montagna dall'uso selvaggio, dannoso, senza regole e limiti di sicurezza delle motoslitte e di analoghi mezzi motorizzati. Avendo attenzione e cura, forte, dei nostri paesaggi potremo recuperarne l'eccelenza ambientale intrinseca. L'Italia è ricca di tante cucine locali, possiamo non limitarci a ricette centralistiche, non validamente trasportabili da territorio a territorio.

Beatrice Patrini
Portavoce Circolo Valchiavenna

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