martedì 30 giugno 2009
Il Regolamento Congressuale
Allegato: Il Regolamento Congressuale
giovedì 11 giugno 2009
mercoledì 20 maggio 2009
Elezioni provinciali: i candidati della Valchiavenna
Di seguito presentiamo i candidati delle sei liste che appoggiano la candidatura di Giacomo Ciapponi (le liste sono in ordine di come appariranno sulle schede elettorali):
Anna Giudici, 30 anni
Collegio 15 Prata Camportaccio (Novate Mezzola - Piuro - Prata C. - Verceia - Villa di Chiavenna)
Davide Raschetti, 33 anni
Collegio 16 Samolaco (Campodolcino - Gordona - Madesimo - Menarola - Mese - Samolaco - S. Giacomo Filippo)
Minuccio Bitonte, 61 anni
Sergio Giuseppe Gallegioni, 41 anni
Collegio 15 Prata Camportaccio (Novate Mezzola - Piuro - Prata C. - Verceia - Villa di Chiavenna)
Federica Amanda Fretti, 31 anni
Collegio 16 Samolaco (Campodolcino - Gordona - Madesimo - Menarola - Mese - Samolaco - S. Giacomo Filippo)
Mauro Mastai, 28 anni
Renato Lupoli, 60 anni
Collegio 15 Prata Camportaccio (Novate Mezzola - Piuro - Prata C. - Verceia - Villa di Chiavenna)
Giovanni Invernizzi, 60 anni
Collegio 16 Samolaco (Campodolcino - Gordona - Madesimo - Menarola - Mese - Samolaco - S. Giacomo Filippo)
Giovanni Invernizzi, 60 anni
Fabio Lombardini, 24 anni
Collegio 15 Prata Camportaccio (Novate Mezzola - Piuro - Prata C. - Verceia - Villa di Chiavenna)
Gabriele Dosi, 22 anni
Collegio 16 Samolaco (Campodolcino - Gordona - Madesimo - Menarola - Mese - Samolaco - S. Giacomo Filippo)
Arianna Biavaschi, 28 anni
Mauro Della Bella, 52 anni
Collegio 15 Prata Camportaccio (Novate Mezzola - Piuro - Prata C. - Verceia - Villa di Chiavenna)
Edoardo Dolzadelli, 60 anni
Collegio 16 Samolaco (Campodolcino - Gordona - Madesimo - Menarola - Mese - Samolaco - S. Giacomo Filippo)
Antonio Dell'Anna, 45 anni
Alfredo Conforto Galli, 64 anni
Collegio 15 Prata Camportaccio (Novate Mezzola - Piuro - Prata C. - Verceia - Villa di Chiavenna)
Mirco Rovaris, 42 anni
Collegio 16 Samolaco (Campodolcino - Gordona - Madesimo - Menarola - Mese - Samolaco - S. Giacomo Filippo)
Mirco Rovaris, 42 anni
venerdì 8 maggio 2009
I candidati del PD alle europee
Circoscrizione ITALIA NORD OCCIDENTALE
(Piemonte - Valle d'Aosta - Lombardia - Liguria)
1 Sergio COFFERATI CAPOLISTA
2 Patrizia TOIA europarlamentare uscente
3 Gianluca SUSTA europarlamentare uscente
4 Antonio PANZERI europarlamentare uscente
5 Franco BONANINI Pres. Ente Parco Cinque Terre-Pres. Aptl Liguria-già sindaco di Riomaggiore
6 Francesco FERRARI europarlamentare uscente
7 Francesca BALZANI Assessore Bilancio Comune di Genova
8 Giovanni BIGNAMI astrofisico - già Presidente dell' Agenzia spaziale Italiana
9 Maria Lucia CENTILLO Cons. Com.-Pres. Federsanità ANCI Piemonte -Presidente Commissione Pari opportunità TO
10 Raimondo DONZEL segretario regionale PD Val D'Aosta
11 Milena D'IMPERIO dirigente aziendale
12 Giorgio FERRERO imprenditore agricolo, già Presidente Coldiretti piemontese
13 Annamaria DI RUSCIO imprenditrice
14 Piero GRAGLIA docente universitario aderente Movimento Federalista Europeo
15 Chiara PORRO DE SOMENZI esperta politiche sanitarie
16 Roberto PLACIDO professionista-vice Presidente Consiglio regionale Piemonte
17 Maria Luigia SIMEONE Sindaco di None
18 Elide STANCARI già Vice Presidente Nazionale di settore Confagricoltura
19 Ivan SCALFAROTTO libero professionista
giovedì 9 aprile 2009
Solidarietà alle popolazioni abruzzesi
Per sostenere gli interventi in corso (causale "Terremoto Abruzzo") si possono inviare offerte a Caritas italiana tramite il conto corrente postale 347013 o tramite Unicredit Banca Roma (Iban IT38 K03002 05206 000401120727).
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
- Intesa Sanpaolo (filiale di via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012)
- Allianz Bank (filiale di via San Claudio 82, Roma - Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097)
- Banca Popolare Etica (filiale di via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113) e
- CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana (06 66177001).
venerdì 3 aprile 2009
Italia Nascosta
Mandate i vostri racconti su quanto sta accadendo a voi, alle aziende del vostro territorio, nella scuola, nella vostra città. Potete anche organizzare un incontro allargando la partecipazione ad altri amici, colleghi, persone che sapete essere sensibili al tema per affrontare la discussione. Racconti e incontri che non rimarranno senza riscontro, ma saranno la base su cui costruire iniziative per prendere posizione e trovare soluzioni efficaci.
Sul sito ci sono tutte le informazioni utili per partecipare. Sarà sufficiente inserire nei campi dedicati username e password di cui siete già in possesso grazie alla registrazione a uno dei nostri siti oppure iscrivervi direttamente a italianascosta.eu. Potrete cominciare subito a dare il vostro contributo.
Grazie fin da ora per l’impegno che dedicherete al progetto. Insieme possiamo costruire qualcosa di utile e di importante per l’Italia.
A presto.
Dario Franceschini
giovedì 26 marzo 2009
«In due anni 500.000 disoccupati in più»
Berlusconi: «Italiani lavorino di più.» «Chi è stato licenziato si trovi qualcosa da fare, io non starei con le mani in mano.»
Confindustria: «Il Pil nel 2009 segnerà -3,5%, mentre nel 2010 il tasso di disoccupazione salirà al 9%.»
Conclusione: Non ho parole...
mercoledì 18 marzo 2009
domenica 8 marzo 2009
Il mio 8 marzo
Paradossale. A fronte della criminale manipolazione mediatica e politica rispetto al tema della violenza operata da quegli irresponsabili che ci governano e dal mondo del giornalismo dovrei essere portata a credere che quest'anno, più che mai, l'8 marzo dovrebbe essere importante.
Paradossale perchè conosco la portata storica e simbolica di questo giorno.
Paradossale perchè so che rappresenta un'occasione per sensibilizzare, parlare, discutere.
Paradossale perchè ho la piena consapevolezza di quanto ci sia ancora e più che mai un gran bisogno del nostro 8 marzo.
Paradossale? A pensarci bene non troppo.
Da quando lavoro all'interno di un progetto di ricerca europeo sulla valutazione comparata delle politiche di genere e di pari opportunità mi ritrovo quotidianamente a leggere documenti, leggi, decreti, articoli e libri sulla questione. Leggo le bestialità che escono dalla bocca e dalla penna della Carfagna (o di chi scrive per lei perchè dubito che sia in grado), salvo statistiche che parlano di un'Italia misogina, escludente, razzista, patriarcale e teocratica. Inorridisco. Quotidianamente. Non che prima non prestassi attenzione a tutto ciò. Anzi. In fondo non ho fatto altro che cercare di far sì che la mia 'passione politica' più sentita diventasse il mio lavoro.
Eppure mi accorgo che qualcosa è cambiato. Che oggi mentre su fb iniziano a girare le mimose digitali, gli auguri etc., le domande che mi faccio sono altre rispetto ad anni fa. E' la festa della donna e io, come tante altre (vedi Assunta Sarlo) mi chiedo:
DOVE SONO GLI UOMINI?
Dove sono le coscienze politiche, civiche ed emotive di tutti e di tutte?
Pensandoci mi accorgo che non ho voglia nè di andare a mangiare la pizza con le amiche, nè di uscire solo tra donne, nemmeno di andare alle manifestazioni (anche se poi so già che ci andrò).
Perchè vorrei che l'8 marzo fosse tutto l'anno.
Perchè vorrei che fosse la festa di tutti e tutte coloro che si sentono stretti in costruzioni simboliche e sociali basate sulla prevaricazione, sulla rigidità di ruoli malsani e costrittivi.
Affinchè le cose cambino allora il mio piccolo ma accorato appello va soprattutto agli uomini.
Non fateci gli auguri.
Non regalateci le mimose.
Guardatevi dentro come uomini.
Scavate nella vostra storia come noi abbiamo dovuto fare per uscire dall'oblio, dall'oblio nel quale chi è venuto prima di voi ci ha rinchiuse e nel quale, ancora troppi, ci vorrebbero.
Chiedetevi cosa vuol dire essere uomo. Cosa vuol dire per voi e non per chi ha già stabilito come dovreste essere.
Siate con noi, ascoltateci e mettevi in discussione oggi, domani, tra una settimana, un mese e un anno.
Le cose cambieranno solo se cambieremo insieme: uomini, donne...chiunque creda nella parola e non nelle 'mani', nell'ascolto e non nelle grida.
Solo così sconfiggeremo la violenza.
Solo così saremo tutt* un pò più liberi.
venerdì 6 marzo 2009
Per ammortizzare la crisi: un approccio europeo.
Si tratta di due sistemi a buon diritto considerati come active welfare states: accanto ad un obiettivo di incentivazione al lavoro, infatti, la disponibilità di strumenti di ammortizzazione sociale attua in Francia e Germania una redistribuzione che va a favore delle fasce di popolazione più vulnerabili alla mobilità o precarietà nel mercato lavorativo.
Scendendo più nel dettaglio dell’analisi, Francia e Germania presentano, come si diceva, una struttura piuttosto comparabile in termini di stato sociale. Entrambe prevedono uno schema di reddito minimo di inserimento attribuito a chi non dispone di risorse economiche autonome e che ammonta a circa 500 euro mensili. In Francia si parla del Revenu Minimum d’Insertion(1), in Germania di Arbeitslosengeld II (ALGII). Il meccanismo di funzionamento è il medesimo: stabilito per legge un reddito mimimo garantito(2), l’ammontare dell’allocazione risulta come differenza tra questo e il reddito da attività lavorativa percepito dal soggetto in causa.
In termini di aiuti all’alloggio, sotto forma sempre di trasferimento pubblico, la Francia prevede l’Allocation Logement, attribuita in proporzione alle risorse del beneficiario e in relazione all’area geografica di residenza(3); la Germania include, come già detto in nota, il suo ammontare all’interno dell’Arbeitslosengeld II. In media, le famiglie che ricevono questo aiuto all’affitto o al mutuo per la propria abitazione ricevono un sussidio di circa 200 euro mensili.
Un ultimo strumento a disposizione, solamente per la Francia in questo caso, riguarda un credito d’imposta garantito ai lavoratori a reddito medio-basso. Il Prime Pour l’Emploi(4) integra appunto i redditi che si trovano vicini alla soglia dello SMIC(5), il salario minimo stabilito per legge in Francia e che corrisponde a circa 1037,57 € netti al mese per il 2008. In letteratura, si parla di work-in credits, crediti di imposta che agiscono da ulteriore incentivo ad aumentare la propria offerta di lavoro. Il Prime Pour l’Emploi può raggiungere, in funzione del reddito percepito, un massimo di circa 950 euro annui.
Ora, se vogliamo rappresentare gli effetti combinati di questi strumenti di welfare sul reddito disponibile di un’unità di riferimento, strumenti come i due modelli di microsimulazione utilizzati, SYSIFF2006 per la Francia ed STSM per la Germania, consentono una rappresentazione molto efficace.
In letteratura si è soliti rappresentare graficamente l’evoluzione del reddito disponibile di una famiglia o di un individuo in funzione delle ore lavorate alla settimana.
Lo abbiamo fatto per Francia e Germania utilizzando lo stesso reddito(6) ed una stessa categoria di riferimento: famiglie mono-parentali senza figli con un salario fissato, per comodità di confronto, al livello minimo stabilito dalla legislazione francese, lo SMIC.
Questo ci consente di considerare l’effetto degli strumenti messi a disposizione dal decisore pubblico senza l’interazione delle altre allocazioni che entrano in gioco in presenza, per esempio, all’interno del nucleo familiare, di uno o più figli.
Figura 1 e Figura 2 evidenziano, attraverso un grafico ad area, come i singoli componenti agiscano da cuscinetto e ammortizzatore, appunto, per le fasce più vulnerabili: disoccupati o chi lavora meno ore.
L’effetto redistributivo è evidente in entrambi i grafici. La pendenza maggiore della curva relativa alla Germania tra le 0 e le 15 ore di lavoro settimanali indica invece un sistema più incentivante al lavoro stesso per questa tranche (part-time ridotto), anche se bisogna rilevare come una fetta davvero minoritaria dei lavoratori si trovi in una simile condizione contrattuale. A partire da questo punto in poi, invece, i sistemi appaiono altamente comparabili.
L’interesse di questo tipo d’analisi concerne anche l’Italia, almeno indirettamente. Dove si trova il nostro Paese rispetto a Francia e Germania con riferimento agli strumenti presentati?
Graficamente, per avere un’idea intuitiva, sarebbe sufficiente eliminare tutte le aree che riguardano il reddito minimo di inserimento (Fig.3), gli aiuti all’alloggio e il credito di imposta per lavoratori a basso reddito. Resterebbe solo l’area blu del reddito da lavoro(7).
Salvo qualche sperimentazione a livello locale ed un articolato insieme di proposte(8), il nostro Paese non è dotato di un sistema di ammortizzatori sociali articolato e generale, così come era programmaticamente indicato all’interno della tanto discussa e mai sufficientemente conosciuta Legge Biagi. Questo, a nostro avviso, rappresenta un punto chiave su cui produrre riflessione.
Il dibattito che concerne proprio il ruolo degli ammortizzatori sociali è molto acceso in tutta Europa e pone nuove sfide agli attori politici. La crisi strutturale del sistema economico europeo necessita risposte altrettanto strutturali: uno stato sociale moderno ed efficiente deve essere in grado di fornire strumenti e trasferimenti che combinino l’obiettivo di inserimento al lavoro con quello di redistribuzione e sostegno per le fasce più vulnerabili della popolazione. Il sistema paese Italia deve raccogliere questa sfida.
(1) Nel 2009, un nuovo strumento, il Revenu de Solidarité Active, lo sostituirà: esso però non muterà la condizione di chi oggi percepisce l’RMI, il che non altera i risultati di questa analisi.
(2) In Francia 447,91€ nel 2008; 345€ più l’affitto per un appartamento di 45 m2 in Germania.
(3) Sono stabilite 3 zone: area 1 (Parigi e area metropolitana); area 2 (città con più di 100000 abitanti); area 3 (resto della Francia).
(4) Premio al Lavoro.
(5) Salaire Minimum de Croissance.
(6) Al netto della tassazione diretta specifica a ciascuno dei due sistemi.
(7) Con una diversa inclinazione dovuta all’effetto di un differente sistema di tassazione diretta.